Morano vuol dire formaggi: caciocavallo, mozzarella, treccia, ricotta, pecorino, tutti derivanti dalla lavorazione artigianale del latte di pecora autoctona.
Oltre agli insaccati di maiale, bisogna gustare la pasta fatta in casa: la scelta è tra cavateddri (gnocchi), rascateddri (maccheroni con sugo di salsiccia), lagane (tagliolini) con fagioli o ceci.
Tra i piatti esclusivi di Morano c'è lo stoccu e pateni, stoccafisso con patate e peperoni secchi.
Centro Studi Naturalistici del Pollino il Nibbio
Raccolta di specie faunistiche
Museo di storia dell'agricoltura e pastorizia
Il museo ha sede nel Palazzo Salmena. E' un museo di storia della cultura materiale, nato a metà degli anni Ottanta del XX secolo dall'ampliamento della mostra storica Contadini e pastori a Morano tra passato e presente, progettata e realizzata qualche anno prima da Francesco Mainieri in collaborazione con il locale Gruppo di animazione culturale e il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune.
E' un museo particolarissimo, che si presta ad una fruizione altrettanto particolare, costruito com'è, oltre che sull'esposizione di reperti materiali, sulla presentazione di materiali d'archivio, fonti scritte, carte dei luoghi, fotografie d'epoca, che talvolta integrano la lettura dei reperti, ma talaltra - ed è il caso più frequente - assumono un loro autonomo significato documentale e museale.
Il museo, e ancor prima la mostra, sono nati da una ricerca interdisciplinare, generata dall'esigenza di promuovere una riflessione, non estemporanea ma sostenuta da un'adeguata documentazione, sulla realtà agro-pastorale del passato nell'area moranese e in quella del Pollino, che fosse capace di ricostruirne i tratti peculiari e coglierne i valori più autentici.
Ricchissima la collezione, costituita da testimonianze di diversa natura, tutte di grandissimo interesse storico e documentale.Un valore prioritario hanno assunto, nella ricerca, il reperimento e la raccolta degli oggetti: attrezzi e strumenti da lavoro, utensili d'uso domestico, ecc. Quando essa ebbe inizio, era in un certo senso già tardi, essendo molti oggetti già scomparsi.
Era tuttavia possibile reperirne e metterne in salvo ancora parecchi, scovandoli con pazienza e tenacia non solo nel piccolo centro ma anche in altri paesi della zona. Decisiva la disponibilità dimostrata da non pochi contadini e pastori, che hanno fornito, insieme agli oggetti, informazioni preziosissime, senza le quali non sarebbe stato possibile elaborare i testi illustrativi che accompagnano l'esposizione.
Per assicurare una rigorosa contestualizzazione, la raccolta dei materiali è stata integrata con l'analisi storica del contesto naturale ed agrario e la considerazione dei fattori più propriamente economico-sociali, quali la composizione e la dinamica della popolazione occupata in agricoltura, l'assetto della proprietà agraria, le forme di conduzione della terra e del bestiame, ecc.
- 132 a.C., risale a quell'anno la lapide miliare rinvenuta a Polla in cui compare il nome Muranum. La località era probabilmente abitata già dal 300 a. C. ca.
- 1076, i moranesi sconfiggono un'orda di saraceni. La testa del condottiero saraceno viene portata in trionfo per le strade del villaggio. Tra 1100 e 1200, in età normanno-sveva, sorge il nucleo originario del Castello.
- 1452, viene fondato da Pietro Antonio Sanseverino, feudatario di Morano, il convento dei Francescani dedicato a S. Bernardino da Siena.
- 1515, inizia l'ampliamento del Castello.
- 1568, viene fondato l'"Ospedale degli infermi e dei poveri pellegrini", a cui si dedicherà la Confraternita del Carmine.
- 1881-1901, in questi vent'anni si fa più acuto il dramma dell'emigrazione, che provoca una forte diminuzione della popolazione.