Tra gli artisti di maggior spessore nati e vissuti a Tropea possono essere citati Umberto Giancani (1946-1992), Giuseppe Gaetano Grimaldi (1690-1748), Giuseppe Naso (1836-1862), Albino Lorenzo (1922-2005), Giuseppe Vitetta.
In Auto: si deve procedere verso l’Autostrada Salerno - Reggio di Calabria, uscendo allo svincolo di Pizzo se si vuole proseguire per Tropea, o allo svincolo di Sant’Onofrio se si vuole proseguire per Vibo Valentia.
In Treno: Stazioni di Tropea, Pizzo, Vibo Valentia Marina, Nicotera, a seconda della zona.
In Aereo: Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme.
Azienda Tras Extraurbano: SAT - Preite
Stazione FS: Tropea
Stazione FS servizio IC,ICplus,ICN,E: Tropea
Stazione FS servizio ES: Vibo-Pizzo
Aeroporto: Lamezia Terme
Tropea ha dato i natali a Santa Domenica (fine III d.C.), ai fratelli Pietro e Paolo Boiano (detti Vianeo) - che sono considerati i fondatori della rinoplastica in Italia nel secolo XVI - al filosofo Pasquale Galluppi (1770-1846) e all'attore Raf Vallone (1916-2002). Tropea è stata anche la patria terrena del venerabile don Francesco Mottola (1901-1969).
Sono tante le bellezze artistiche che è possibile ammirare a Tropea.
Piazza Ercole è dominata da un palazzo del settecentesco prospetto in granito, con nicchie e ringhiere in ferro battuto, un tempo sedile dei Nobili, oggi sede di associazioni culturali.
La piazza si prolunga nel corso Vittorio Emanuele fino a una balconata a mare, dalla quale a destra si vede lo scoglio di S. Leonardo e a sinistra l’isoletta di S. Maria (oggi unita alla terraferma).
Sopra l’isola sorge il Santuario di S. Maria dell’Isola, fondato in età altomedievale come monastero benedettino e trasformato in età gotico e rinascimentale.
Da non perdere, la Cattedrale, che venne innalzata in epoca normanna e fu rimaneggiata più volte dopo il terremoto del 1783. La facciata è caratterizzata da un portale archiacuto con sopra un rosone e una statua della Madonna col Bambino.
Nella seconda cappella a destra c’è il grande Crocifisso Nero di fine ‘400, un’opera probabilmente spagnola, e si dice che venne portata dal mare sulla spiaggia vicina alla foce del Torrente Vaticano.
Nell’abside destra c’è la Madonna del Popolo del 1555, mentre nell’abside maggiore una cornice d’argento racchiude l’immagine della Madonna di Romania (protettrice della città).
Nel centro abitato vi è la Chiesa di San Francesco, che fu eretta nel 1295, e all’interno della quale vi sono i resti di affreschi trecenteschi e la gotica cappella di S. Pietro ad Ripas.
Sagra della cipolla rossa di Tropea
La "Sagra della cipolla rossa" a Tropea e a Ricadi nel mese di Agosto, festeggia la celebre "rossa" - rinomata per le qualita' organolettiche e per il gusto dolce e delicato - e la cucina tradizionale del luogo. La sagra viene organizzata su iniziativa dell'Associazione Turistica Pro Loco Tropea. L'evento richiama un grandissimo numero di visitatori. Nel corso della manifestazione è possibile degustare numerose pietanze a base di cipolla rossa. La sagra prevede anche l'allestimento di stand nei quali le aziende locali espongono le loro specialità, ottenute con metodi artigianali e rifacendosi alle antiche ricette della tradizione contadina.
Nella cattedrale di Tropea si trova la Madonna nera, trafugata da marinai tropeani a una imbarcazione proveniente dall'Oriente-bizantino e per questo motivo venne denominata Madonna della Romania.
Secondo la tradizione, la Madonna venne in sogno più volte al vescovo Ambrogio Cordova, avvertendolo di un terremoto che avrebbe devastato la Calabria. Questi il 27 Marzo 1638 istituì una processione di penitenza, che coinvolse tutto il popolo tropeano. Proprio in quel momento si scatenò il terremoto che non procurò alcun danno ai tropeani. Da questo avvenimento si rafforzò la devozione di Tropea per questa Madonna che ne divenne la protettrice, e tutt'oggi i tropeani ricordano quel 27 di Marzo.
Festa dell'Assunta. La statua della Madonna, di San Giuseppe e del Bambino viene portata a bordo di una barca fino alla vicina baia di Riaci, seguite da decine di imbarcazioni di fedeli. La processione si chiude con una fiaccolata dalla spiaggia fino al Santuario.
I Tri da Cruci (in Italiano le tre croci).
Il nome di questa festa ci riporta indietro nel tempo, fino al 1800. All'epoca esisteva una chiesetta di forma cilindrica, forma che la faceva somigliare ad una piccola torre, con tre porte e sull'altare vi erano 3 piccole croci allineate.
La chiesetta crollò dopo un violento uragano nel 1875. Gli unici oggetti intatti estratti dalle macerie furono le tre croci, che furono portati dapprima al Purgatorio e in un secondo momento venne creata una piccola edicola dove furono portate le tre croci.
Da allora ogni 3 Maggio tutta i cittadini addobbavano questa edicola e festeggiavano fino a tarda sera. Nei festeggiamenti venivano inseriti vari momenti della storia di Tropea tramite diverse presentazioni: si preparavano i pali per i fuochi d'artificio, si collocava fra due balconi una fune dove scorreva una colombina, in un altra fune scorreva una nave di cartapesta, il ballo del "Camiuzzu i focu", il falò.
Mostra degli antichi mestieri di Calabria
Si tratta di una curiosa raccolta di statuine in movimento che riproducono gli antichi mestieri, completata da una documentazione fotografica delle diverse attività artigianali. Oltre 80 statuine animate, tra uomini e donne, come potevano essere nei primi anni del '900, intenti alla lavorazione dei campi, del latte, della lana, della tessitura e ai lavori artigianali (vasaio, calzolaio, fabbro, maniscalco e scalpellino).
In allestimento una sezione dedicata alla scienza e alla tecnica dove, attraverso animazioni, sono state selezionate circa 30 tra le più importanti invenzioni e scoperte che hanno contribuito al progresso tecnico scientifico del secolo. Durante l'inverno e' possibile accedere al museo di scienza e tecnica, gemellato con il Leonardo da Vinci di Milano.
Museo Civico Diocesano
Il museo, in fase di allestimento, prevede un percorso espositivo che si articolerà in diverse sezioni dedicate alla preistoria e protostoria, all'età romana e alto medievale, al Tesoro della Cattedrale e ad oggetti liturgici e paramenti sacri provenienti da chiese della diocesi.
Una pinacoteca raccogliera' opere pittoriche databili dal XIII al XVIII secolo di autori calabresi e napoletani.
Raccolta Privata Toraldo di Francia
Situata nell'omonimo palazzo, la raccolta comprende l'archivio della famiglia toraldo contenente pergamene, databili dal XII al XVI secolo, che documentano la storia economica e sociale della zona.
In largo S. Michele, nel palazzo Toraldo Serra, continua la raccolta con numerose lapidi cristiane del III-IV secolo. Sono anche esposti reperti archeologici di età pre-ellenica e dipinti di scuola calabrese del '700.
L'ingresso all'archivio è consentito unicamente previa autorizzazione della sopraintendenza ai beni culturali della provincia di Vibo Valentia; mentre l'ingresso alla raccolta archeologica è possibile solo presentandosi direttamente al museo e richiedendo la visita in loco.
Tropea è un comune di 6.851 abitanti della Calabria. La storia di Tropea inizia in epoca romana quando lungo la costa, si insediarono i primi villaggi. Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana sia successivamente sotto il governo dei Saraceni e, soprattutto, sotto i Normanni e gli Aragonesi.
Le tradizioni attribuiscono a Tropea una Martire della persecuzione di Diocleziano: S. Domenica. Fu sede vescovile in tempo antichissimo ma non precisabile.
Con la fine del mondo romano fu cinta di mura ed ebbe inizio la sua vita autonoma nell'ambito di una terra molto contesa: tra il IX e l'XI secolo Tropea fu occupata alternativamente da Bizantini ed Arabi.
Gli Arabi la dominarono una prima volta dall'840 all'885, una seconda volta nel 946 ed una terza volta nel 985. Gli Arabi dotarono la città della "Torre Lunga" sulla parte più alta della roccia, i Bizantini costruirono gran parte delle mura che ancora oggi si conservano con il nome di mura di Belisario; gli Aragonesi costruirono la torre "mastra".
La Città seguì quindi precocemente il nuovo corso politico aderendo ai Normanni e ricevendo molti benefici e favori. Intorno al XII secolo fu costruita la Cattedrale Normanna.
Fu quello un periodo di particolare operosità. Divenne sede vescovile; e attorno al Vescovo Si formò un capitolo e poi il Seminario e fu in questo periodo che Tropea, per il clima mitissimo, il porto che la metteva in comunicazione con i principali empori del Mediterraneo, divenne sede di una nobiltà numerosa e facoltosa.
La Città divenne sempre più prospera per i privilegi ottenuti dai vari Sovrani di Napoli. Mentre il porto la rendeva emporio vinicolo tra i principali d'Europa, il nucleo urbano estendeva la sua giurisdizione su una larga fascia che comprendeva 24 villaggi detti "Casali" che comunque non ebbero alcun peso nella vita dell'università poiché la città era amministrata da un senato formato da due sedili: dei nobili e degli onorati del popolo.
Nel quattrocento vi sorse l'accademia degli Affatigati, che fino al secolo ottocento contribuì a tenere viva una apprezzabile attività culturale. nei secoli a noi più vicini fece parte del viceregno e poi del regno di Napoli, quale città demaniale.
Con l'insabbiamento dell'antico apparato naturale alla fine dell'ottocento e con i mutamenti politici dell'ottocento si andò sfaldando la struttura del suo lungo passato e del suo relativo benessere.
Tropea è nota anche per la cipolla rossa.
Esportata da duemila anni, la cipolla rossa ha costruito la sua reputazione in giro per l'Italia e il mondo grazie al suo gusto dolce, caratteristica che non si trova in nessun altra qualità di cipolla fra le circa 50 esistenti. Questa caratteristica è favorita dal microclima della zona, un clima mite senza sbalzi di temperatura d'inverno, grazie alla vicinanza del mare, e dalla particolare fertilità dei terreni.
Oltre al suo gusto dolce (grazie all'abbondanza di zuccheri quali glucosio, lattosio, ect) è anche facilmente digeribile.
Un'altra caratteristica della cipolla è il suo colore rosso e rappresenta un vero toccasana per la propria salute.
Oltre alle attrazioni paesaggistiche, a Tropea e lungo tutta la Costa degli Dei (da Pizzo Calabro a Capo Vaticano), troverete locali con musica dal vivo dove cenare, o punti di ritrovo dove bere un cocktail in compagnia, aspettando che si faccia abbastanza tardi per andare a ballare in una delle discoteche del litorale.